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Testimonianza

Testimonianza di un papà che ha un figlio in sala operatoria e aspetta in sala d'attesa; tratta da

"Dottori dell'allegria" di Morgana Masetti, edizioni la meridiana:

 

Si era staccato dal figlio tre ore prima. Un mese addietro, quando gli avevano detto che il bimbo avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico, non si era affatto preoccupato. Nei suoi pensieri sembrava che tutto fosse sotto controllo. Il figlio era nelle mani di un chiururgo qualificato e i rischi che correrva erano minimi. Purtroppo ora, seduto e intrappolato in un' attesa, a suo avviso interminabile, le cose gli sembravano assumere un' altra dimensione. Pensava al fatto che avrebbe potuto non rivedere mai più suo figlio, ripassava le parole che avrebbe potuto dirgli prima di lasciarlo al personale medico della clinica, e pensava a tutte le volte in cui, invece di passare del tempo con lui, si era fatto travolgere dagli impegni lavorativi. La porta si aprì ancora, ma stavolta ne uscì qualcosa di diverso. Erano due facce, più o meno alla stessa altezza della maniglia, avevano nasi rossi e trucco: una coppia di pagliacci. Mario si guardò intorno, per capire se fosse l'unico a vedere ciò che stava succedendo. All'istante si rese conto che tutti guardavano, incuriositi, l'insolita scena. 

I due clown, vestiti come medici, entrarono nella sala. L'uomo chiese alla donna di non fare rumore e di cercare dei posti a sedere, perchè il film era già cominciato. In seguito lei estrasse un sacchetto di pop corn dalla tasca del camice e cominciò a mangiare. Il suo cavagliere ripetè la richiesta di fare silenzio, per non infastidire il resto del pubblico della platea. Lei allora si mise a cercare un posto vuoto, ma per sbaglio finì per sedere sulle gambe di un signore brizzolato, che per tutta la giornata si era seduto e rialzato in una coreografia costante.

E così, senza che Mario se ne rendesse conto, lo scenario stava incominciando ad apparire. Alcuni minuti dopo gli sembrò d'essere al cinema, con una coppia goffa che non riusciva a guardare il film. 

La donna affermava che il film fosse "Via col vento". Il compagno diceva che era assolutamente sicuro che si trattasse di "007 al contrattacco". Alla fine, tutti gli spettatori furoni risarciti del costo del biglietto perchè nessuno aveva visto il film che avrebbe voluto vedere. Quando i clown uscirono dalla sala d'attesa, Mario ebbe la sensazione che qualcuno avesse acceso le luci nella sala del cinema, mentre i titoli di coda del film ancora scorrevano d'innanzi ai suoi occhi. Cercò di rientrare nella realtà, di ritornare al ritmo dell'attesa. Sentiva che essa aveva subito un cambiamento. Le gambe agitate intorno a lui, passarono ad un ritmo più naturale. Il turbinio d'immagini e suoni che ruotava nei suoi pensieri perdeva velocità facendogli avere una sensazione di maggior spazio e libertà. Ora, si sentiva più sicuro e non temeva il momento in cui la porta si sarebbe aperta per lui.